Il progetto PARAGOLFER

Il nostro presidente, Alessandro Petrianni, ci parla del progetto PARAGOLFER. Di cosa si tratta?

“Riteniamo che l’attività intrapresa dalla nostra Associazione possa essere complementare ai percorsi riabilitativi e neuro-riabilitativi posti in essere da specialisti del settore ed alla pratica sportiva.
Il golf, che viene praticato con passeggiate nel verde a piedi, con il cart e, per i disabili costretti sulla sedia a rotelle, con lo speciale ausilio denominato paragolfer (si tratta di una speciale sedia motorizzata che consente al giocatore disabile di spostarsi in campo e, una volta sulla palla, in grado di metterlo in piedi consentendogli di lanciarla con la mazza da golf), rappresenta un valido esercizio per favorire la coordinazione e la concentrazione. Poiché la sua pratica incide notevolmente sull’equilibrio, migliorando le capacità propriocettive del corpo e perfezionando la resistenza e la funzionalità muscolare, rappresenta un valore aggiunto nell’ambito dei percorsi riabilitativi.
I benefici riscontrati, anche dal punto di vista psicologico, sono notevoli.
Non è semplice, infatti, per noi disabili praticare attività sportiva: le barriere architettoniche, culturali ed i pregiudizi che pervadono noi in primis, ci rendono vittime di ostacoli psicologici che spesso impediscono anche solo l’idea di considerare di dedicarci ad uno sport.
La competizione tra due diverse categorie, una delle quali oggettivamente svantaggiata dal punto di vista della mobilità, della presa o della velocità, nel contesto del golf non rappresenta tuttavia un limite, come in altri sport, ma piuttosto uno stimolo.
Il concetto di handicap assegnato ad ogni atleta golfista infatti, prescinde dalla disabilità; è connesso esclusivamente alla capacità nel gioco e rappresenta il meccanismo caratterizzante che consente a tutti i giocatori di ogni livello/categoria di gareggiare tra loro alla pari, siano essi normodotati o disabili. Non di rado infatti nelle classifiche primeggino atleti disabili sul resto dei giocatori, il che rende questo sport un valido ed efficace strumento di integrazione e reinserimento sociale, contribuendo in maniera significativa al miglioramento dell’autostima personale.
È per tutte queste motivazioni che nel 2017 un gruppo di golfisti disabili provenienti da tutta Italia, forti del fatto che tale sport li abbia stimolati ed aiutati al raggiungimento della giusta autostima e dell’integrazione sociale, hanno costituto l’Associazione Italiana Disabili Golfisti a.s.d., che nel corso della sua attività ha ricevuto il patrocinio dell’INAIL e della Federazione Italiana Golf.
Al fine di realizzare lo scopo associativo, tra le varie iniziative, nell’anno 2018 si è svolto un circuito nazionale che verrà rinnovato nel 2019 e che coinvolgerà circa 15 circoli in altrettante località italiane. In occasione di ogni evento verranno invitate associazioni nazionali operanti sul territorio ed attive nel campo della disabilità, con lo scopo di svolgere attività dimostrativa volta ad avvicinare a questo sport le persone diversamente abili.
Tra le varie iniziative in programma segnaliamo il primo evento sportivo del 2019 che verrà realizzato presso la nostra sede (via Gamiana 45, Roma c/o Archi di Claudio Golf Club) nei giorni 23 e 24 marzo, occasione nella quale verrà data la possibilità di provare gratuitamente il paragolfer, per tutti coloro che vorranno provare questa nuova esperienza coordinati da maestri federali messi a disposizione dalla nostra associazione”.

Chiunque fosse interessato all’evento del 23 e 24 marzo può contattare il nostro presidente tramite la mail info@aidgolf.org.

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